Apro questo nuovo thread appositamente per ospitare le nostre personali recensioni del nuovo album.Inauguro con la mia.

14 Ottobre 2011,ore 14:30
"Giornata da dimenticare:uno di quei giorni velati di grigio,in cui ti alzi stanco la mattina,vai al lavoro e vieni percosso e bastonato emotivamente per tutto il turno dal tuo capo.Sei appena tornato a casa con tutta la rabbia,la frustrazione e la depressione accumulata,sapendo che tra poche ore dovrai tornare di nuovo in quel turbine di stress..
Poi apri la porta di casa e vedi sul tavolo del soggiorno una cosa che aspettavi da tanto tempo:mi siedo e apro il pacco con impazienza.Una tempesta di altre emozoni spazza via la negatività,e so che almeno per un'ora sarò salvo."
Prologo barocco a parte,è indescrivibile l'emozione che ho provato stringendo fra le mani "Staind" dopo una mattinata di sacrifici.Emozione ulteriormente impreziosita dall'aggiunta di Tormented,il diamante grezzo degli Staind che mancava alla mia collezione e non pensavo avrei mai potuto avere.Bella anche la maglietta,ma ancora nessuna notizia del poster:però stavolto posso tollerare perchè la parte più importante la stringo tra le mani,e il disco è gia dentro la mia xbox in attesa del "play".
Esaminando la confezione della deluxe edition,noto quanto le atmosfere dark dei primi lavori dei nostri siano di nuovo percepibili anche solo sfogliando le pagine del libretto:l'inquietante creatura in copertina adesso ha un senso perverso,e sfogliando le pagine la vediamo alzarsi in piedi,muoversi,evolvere.Nell'ultima pagina è di nuovo a terra,quasi piegata dalla metamorfosi,e ha perso le corna,che forse erano il peso della sua anima.E a rifletterci la sua metamorfosi segue quasi il percorso della band:quest'album è frutto di un processo catartico non indifferente che li lascia monchi (la separazione da Jon),ed esausti emotivamente.Ma ora schiaccio il play,ed entro nel vivo:

Eyes Wide Open: L'intro trascinante di basso e batteria ci proietta in questo viaggio alla riscoperta di noi stessi: un attimo di respiro prima che la chitarra di nuovo (finamente) baritona di Mike Mushok esploda in un riff senza compromessi,potente e duro.La voce di Aaron Lewis irrompe violenta e urlata come una volta:il basso oscuro,la potente batteria,una tempistica vocale eccezionale nella strofa,l'ottimo uso del pulito nel ritornello (entrambi supportati da lyrics ispirate) e l'esplosione in screaming che precede un imponente ma breve assolo di chitarra,novità introdotta in tutti i pezzi tranne l'ultimo,rendono questa prima canzone una delle più valide e coinvolgenti dell'album.

Not Again: Il singolo che abbiamo potuto apprezzare e amare alla follia già da Luglio.In questa canzone tutto è perfettamente bilanciato: il riff è caratterizzato da una chitarra molto potente e stoppata che trascina l'intera canzone.La prestazione vocale è forse la più precisa e meno sperimentale di tutto l'album,con voce bassa nelle strofe,scream nel bridge e voce più alta/urlata nel ritornello.Degno di nota l'assolo di Mike,dai toni parecchio hard rock.Prestazione di alto livello anche per Jon e Johnny che con una grande sezione ritmica tengono insieme i pezzi del puzzle egregiamente.

Failing: Questa canzone merita a mio parere un discorso a se.Perchè?Beh,immaginate di guardare un cielo in tempesta,di sentire il turbinio del vento,il freddo pungente sulla pelle.E mentre tutto questo imperversa,sentire affiorare dal cuore l'amarezza delle cose perdute,dei rimpianti,di quando vi siete sentiti talmente impotenti da riuscire solo a ridere,perchè a volte le lacrime non bastano.Improvvisamente il cielo si squarcia,e rivela una luce nera,talmente forte da lasciarvi commossi,felici e infinitamente tristi allo stesso tempo.Ebbene Failing riesce a dare questa sensazione,complice di una sezione strumentale che è oltre ogni ragionevole dubbio allo stato dell'arte e delle lyrics forse più belle e coinvolgenti degli ultimi anni,supportate da atmosfere armoniche in purissimo stile Alice in Chains,perfettamente rese da un Aaron Lewis che ci regala l'ennesimo capolavoro senza tempo.Rabbia,tristezza,follia e delusione in 5 minuti da non dimenticare facilmente..

Wannabe: E' la canzone più discussa,criticata o elogiata,per la sua totale lontananza dallo stile della band.A mio parere probabilmente una delle canzoni più deboli del disco nell'ascolto casalingo,ma probabilmente una delle più potenti e d'impatto nei live futuri della band.Il riff è il classico esempio di hardcore in stile Hatebreed,che esprime una potenza incredibile senza però perdere il sound caratteristico degli Staind.La voce è l'elemento più discusso:una strofa rapcore dai testi irriverenti,il bridge in screaming e un ritornello pulito che rimane assolutamente ancorato ai neuroni.Non importa che vi piaccia o no,vi ritroverete a canticchiarla senza nemmeno accorgervene.Da sottolineare l'assolo di Mike che è probabilmente il più bello ed energico dell'album.

Throw It All Away: La prima ballad del disco:personalmente il sound delle chitarre mi ha ricordato un po Break The Cycle,e nel testo non si può non notare una leggera allusione agli stati d'animo che hanno portato alla separazione con Jon,e hanno alimentato le voci di un ipotetico scioglimento del gruppo.La canzone a dire il vero è piuttosto ripetitiva,ma anche questo ha un suo perchè: la ripetitività esprime perfettamente l'angoscia che abbiamo visto colpire Aaron e gli altri nelle sessioni di registrazione.La parte più bella della canzone è il bridge,in cui la progressione di strumenti e voce è davvero di forte effetto.

Take A Breath: Altra perla del disco.Rappresenta alla perfezione il percorso evolutivo della band in ogni sua tappa,ma al contempo ci regala il loro nuovo sound caratterizzante.La chitarra ricorda Falling,ma la sostanza del pezzo è più dura.Aaron ci regala un altro bellissimo testo e un'altra performance vocale eccellente.La performance di Jon e Johnny ci ricorda che la classe non è acqua anche nelle cose più semplici.Penso che il reale potenziale però si esprimerà live.

The Bottom: La chitarra è martellante e metallica,la batteria imponente e pesante.Frutto di alcuni esperimenti sonori di Mike,il primo riff di The Bottom ci introduce alla prima canzone che abbiamo sentito di questo album.Chi segue la band non può non provare un senso di benessere nel sentir scorrere la melodia imperiosa di questa canzone.Infatti essa domina fino al bridge dove tutti gli strumenti esplodono e la voce diventa un urlo arrabbiato.Poi tutto regredisce,come a tirare indietro il nastro fino al riff iniziale.

Now: Una delle sorprese di quest'album.Si distacca dall'atmosfera dark del disco e regala una scarica di positività.Questo però non va a discapito della canzone che rimane comunque heavy,e ci ricorda Paper Jesus per massiccia presenza di doppio pedale nelle strofe,l'assolo velocissimo e il riff accattivante del bridge.La voce rimane melodica per tutta la canzone ma non per questo abbassa il tono,anzi lo esalta con variazioni interessanti.

Paper Wings: La canzone che per me rappresenta l'album: con una delle sezioni strumentali più belle e spaccaossa che abbia mai sentito,la voce urlata e poi armonizzata di Aaron Lewis esprime tutta la rabbia e la frustrazione possibili,e diventa quasi la catarsi di un processo creativo massacrante.Bellissima l'armonizzazione che precede l'ultimo ritornello.Una canzone difficile che può essere apprezzata da coloro che si sono avvicinati ai nostri con "The Illusion Of Progress" dopo una certa quantità di ascolti,ma come il resto dell'album è destinata a restarti dentro.

Something To Remind You: Una canzone chitarra e voce,per quanto abbastanza dark,potrebbe essere forse un po fuori contesto in un album del genere, ed effettivamente è questa l'impressione quando alla fine del disco inizia il lento arpeggio di Something To Remind You.Però a compensare tutto questo pensano le lyrics:incredibili.Ognuno di noi,nessuno escluso,riuscirebbe ad attribuire un significato personale a questa canzone e a piangere amaramente ascoltando le parole.Ed è questa la rappresentazione evidente del dono elargito ad Aaron Lewis come cantautore straordinario.Quindi all'ultimo "when I'm gone" nessuno penserà più a come la canzone sia forse diversa dal disco,ma tutti penseranno a come quelle parole leggano dentro,fino all'anima.

La musica si ferma.Un altro gioiello della discografia esaurisce le sue note,e adesso non resta che tirare le somme.Ma ognuno dovra farlo a modo suo,portando la musica dentro di se e lasciando parlare le emozioni.
Una sola cosa è sicura:adesso ascolterò Tormented,ma dopo i 25 minuti dell'ultima traccia(che ascolterò per intero,giuro),"Staind" sarà di nuovo in cima alla playlist,e vedrò ancora quella creatura a 7 arti alzarsi,guardarmi,ridere e fare il suo inchino..e le restituirò il sorriso..

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Mi scuso in anticipo per la presenza di errori di grammatica ma non ho avuto il tempo di ricontrollare
complimentissimi Andrea, recensione strepitosa...ti dirò che mi fai apprezzare il disco più di quanto abbia fatto fin'ora. Per carità, a me piace, ma mi ha lasciato un retrogusto amaro...qualcosa che poteva essere fatta meglio o diversamente ma, davvero, le tue parole mi fanno venire voglia di ascoltarlo AGAIN AND AGAIN.

Splendida recensione veramente...

Grazie ragazzi ci ho messo davvero l'anima per farla come si deve

Complimenti per la recensione, davvero dettagliata e soprattutto ben scritta. Fai un baffo a chi fa delle recensioni la propria mansione.

 

Voto: 10

 

Ah, la descrizione per Failing è azzeccata ed eccellente. Per Wannabe hai proprio ragione: sentendola ogni giorno devo ammettere che il ritornello mi sta martellando parecchio il cervello ultimamente ahah

Io ho una sensazione più vicina a quella di Frank;

La recensione molto buona ma forse un pò troppo partigiana (ma d'altronde siamo su stainditaly XD)

Ho un retrogusto non positivissimo ; perchè mano a mano che capisco come è stato realizzato quest'album mi sono chiare sempre più cose.

Il disco in sè è sicuramente un buon disco ma non sposta nulla in ambito musicale ; per dire chi ha criticato i nickelback (manco a me fa impazzire) potrebbe giustamente sentire il fan dei nickelback che gli risponde "ecco il bue che da del cornuto all'asino" . 

Ribadendo il concetto scritto qualche post fa secondo me "l'ottusità" di questo disco (che sarebbe potuto venire molto meglio) sta proprio nella risposta che Aaron da al produttore: "voglio solo fare un disco che sia Staind , sti c...i dell'innovazione" .

Ora io non dico che uno debba fare le cose per forza ma quando una persona fa musica dovrebbe sempre farla con un intento "propositivo" a livello musicale ; magari poi non riesce e fa una cosa sentita ma non si può manco partire di base dicendo "no io faccio quello e mi accontento" . Anche perchè come già ampiamente detto se vuoi fare gli Staind stile Tormented allora non mi fai una iper produzione pompata che spesso dal vivo poi non riesci a riproporre pienamente :) .

Il disco, secondo me, si sente tantissimo che non è un disco corale come i precedenti e questa è una pecca non da poco.

"Take a breath" piace molto anche a me ; non sono d'accordo solo sul fatto della performance vocale ma per un semplice motivo: non si può giudicare la prestazione canora di un cantante da un disco ormai poiché il vero giudizio si potrebbe dare solo nei premaster del disco dove non c'è stato lavoro di autotune e altre duemila cose (inutile dire che un'altra delle tecniche usate nell'85% dei dischi che sentite è di far cantare al cantante 5(numero indicativo) volte la stessa strofa e di fare un taglia e cuci delle frasi cantate meglio) . 

Se ho tempo scriverò anche io qualcosa di vicino a una recensione ; ho fatto bene ad aspettare perché il parere migliore è quello dato a freddo (anche io inizialmente ero molto fomentato).

 

*INCHINO*

Andrea, davvero una recensione fantastica! Complimenti, complimenti, complimenti...

 

In questo periodo sono davvero troppo incasinata per farne una così seria, ma cercherò di fare quantomeno un report accurato del concerto.

Per quanto riguarda la frase di Aaron dove diceva che lui voleva solo un disco che suonasse Staind e che non gli interessava dell'innovazione, secondo me il senso non era quello di accontentasi, ma di tirare fuori le palle e mostrare al modo chi fossero davvero gli Staind, a prescindere dalla piega che aveva preso la loro musica negli ultimi anni. L'intento era quindi molto propositivo, basti pensare che le stesse dichiarazioni erano state fatte anche prima di TIOP, che alla fine è stato il loro album più soft.

Io non lo vedo come un album ottuso, né lo vedo solo come un ritorno alle origini. E' uno STAIND 2011, che è per forza di cose diverso da quello che sapevano/potevano/volevano fare nel garage di Mike nel 1996 o nei 15 giorni di registrazione di Dysfunction nel 1999. Semplicemente è come doveva essere dopo quasi vent'anni di carriera in ambito musicale, 10 (10?) milioni di dischi venduti nel mondo, migliaia di live, sangue e sudore buttati nella composizione di sette dischi in studio.

E' l'album che io aspettavo, nei suoi alti e nei suoi bassi, nelle decisioni che condivido e in quelle che non condivido e ringrazio i ragazzi (tutti e quattro i ragazzi) per avermi ancora saputo regalare la musica che amo.

 

--> ok, da questo si deduce che sono solo una pazza fanatica, vabbé lo ammetto! :)

no perchè loro lo strombazzano sempre come un ritorno alle origini :)

E gli staind nel 2011 sono gli staind di 15-17 anni fa come approccio(solo più iper prodotto); è questo che contesto.

Sulla frase di Aaron io non gli do molto quella lettura ; ma lo dico proprio per il disco che poi è uscito fuori ... poi per carità chitarroni growl fomentano tutti ... cercavo solo di andare un pò al di là :)

Io onestamente ho sentito una certa evoluzione in questo disco.Sono d'accordo con te sul fatto che sia percepibile una certa mancanza di coesione nel risultato finale,ma il mio giudizio rimane buono anche alla luce di questo fatto,specialmente dopo aver visto le difficoltà affrontate nel processo creativo.Per me qualsiasi lavoro che racchiuda un concentrato così forte di emozioni positive e negative insieme merita un encomio.Ho cercato di essere obbiettivo mentre scrivevo,forse non ci sarò riuscito ma ho provato XD e comunque capisco e rispetto la tua opinione :)
Perfettamente d'accordo con Milla....anche io troppo pazzo e fanatico.....

Ma guarda lo dicevo perchè anche io se avessi parlato col cuore e con quello che mi hanno dato questi anni e dopo quest'attesa mi sarebbe uscita una cosa molto simile alla tua XD .

Poi passa un pò di tempo ; poi sarà anche il fatto che frequento molti musicisti oltre a persone che ascoltano musica per passione ...tramite gli scambi di opinioni con tutti e tramite la mia visione  a quel punto a determino un mio parere (che non è detto che non possa ri-ricambiare per molte cose) .

Il fatto è che io quelle dichiarazione di Lewis le vedo molto in quell'ottica che dicevo prima (e mi ricordo quando lewis al documentario su rock tv durante il concerto di Milano parlà di "business" ) .

Adesso questi giorni sto in una fase che il disco lo sto ascoltando di meno ; poi riavrò sicuramente dei periodi di piena (e comunque ascolto anche gli altri essendo anche io pazzo e fanatico per molti aspetti) .

E' un discorso molto articolato comunque ; e come posso cambiare un pò opinione io non è detto che non la possiate cambiare voi in seguito ; gli album alla fine si vedono alla lunga :) 

E poi almeno facciamo vedere che questo stainditaly è un sito aperto al confronto mica come altre parti ! :D

Sicuramente è un posto aperto al confronto... Anche perhé con TIOP ero la prima a dire di non essere convinta al 100%, per cui che qualcuno lo pensi di Staind non mi sembra strano.

 

Il fatto è che io ero una tra quelle persone che aspettavano di vederli tornare a fare musica dura e non posso che essere felice di avere avuto un album come questo, piuttosto che uno come i suoi diretti predecessori (che comunque mi sono piaciuti, ma non erano quello che avrei voluto sentire da loro).

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